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Il mio taccuino personale.

Il non-servizio.

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A Firenze si è deciso che la pseudo-legalità è diventata illegale. In un solo giorno, la fiorente economia dei lavavetri è stata spazzata via.

Ma si sa, ogni proposta che abbia a che fare con la legalità scaturisce confusione, abituati come siamo ad uno stato che sentiamo principalmente attraverso le tasse (se le paghiamo).

Il lavavetri è un non-servizio; il lavavetrista è pagato per levarsi di torno.
Spesso il vetro è più sporco di prima, a volte l’acqua usata è così sudicia che qualche granello di sabbia graffia il vetro.
Se chiedessero soldi per smettere di darti pizzicotti, la filosofia non cambierebbe di molto.

Abito nel quartiere di Porta Palazzo a Torino, esempio lampante dell’amministrazione all’italiana.

Le auto dei carabinieri e della polizia sembrano aver l’unico scopo di cooperare con l’effetto serra. L’unica volta che ho visto i loro piedi toccare il marciapiede, stavano andando al bar.

Sotto casa mia, le auto non subiscono neanche multe. Mancano i parcheggi, ma l’autista fantasioso può crearsi un parcheggio ad hoc senza la preoccupazione di spiacevoli contravvenzioni.

Il kebabbaro sotto casa mia tiene il locale aperto oltre gli orari, fino alle due di notte ( buon per me e per i miei spuntini notturni), gli spacciatori spacciano a pochi metri dalle volanti (questi invece non mi sono utili).

Quando esco il pomeriggio, o peggio la sera, un esercito di accattoni che ricorda i tempi di Haile Selassie mi assalta almeno ogni venti minuti chiedendo qualche spicciolo.

Dall’immigrato clandestino al punkabbestia nostrano, dal bambino al ventenne tatuato con figlio a carico all’anziano con problemi di salute, all’eroinomane dai denti marci. Un panorama vasto e variopinto.

Venditori di rose, persone che dicono di essere senza soldi perché appena uscite di galera o ragazzi che puntualmente hanno bisogno di cinque euro per pagarsi il treno o perché hanno l’auto rotta.

Talvolta ci litigo, talvolta faccio conoscenza. Spesso insistenti, a volte cortesi, sempre noiosi.

L’ultima volta mi è capitato di conoscere e fare "amabile conversazione" con un’omicida, che ha avuto modo di descrivermi nei dettagli il misfatto, il processo e la galera.
Adesso è accattone perché, dice, non vuole rubare.
L’opzione lavoro non gli è neanche passata per la testa.

A Torino esistono le zone dove la legge è in sospeso, bolle di semi-anarchia, dove tutti conoscono i problemi ma nessuno fa niente per risolverli, in primis le forze dell’ordine.

Ora, è compito dello Stato e non del singolo cittadino aiutare l’indigente e togliere il fracassagonadi dalle strade.

Durante le olimpiadi invernali, spacciatori, prostitute e accattoni erano spariti. "Come, è davvero possibile ?" mi ero chiesto.

Un po’ come casa mia, in ordine solo quando so che avrò visite.

Già, ma io non sono pagato né scelto da nessuno per tenerla a lucido.



Written by Davide Orazio Montersino

agosto 31st, 2007 at 12:28

Posted in Attualità

10 Responses to 'Il non-servizio.'

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  1. Ciao, anch’io ho i problemi che tu descrivi. Viaggiando un po’ per l’europa quest’estate mi sn accorta che, fuori dai confini, la situazione non si riscontra.
    Ciao!

    agnesepiras

    1 set 07 at %H:%M

  2. Ciao,
    la descrizione fatta per la tua città potrebbe essere ripresa per molte altre in tutta Europa. In Francia, per esempio, c’erano, fino a qualche tempo fa, interi quartieri in cui la polizia non metteva piedi da anni, per salvaguardare la pace sociale.
    Credo che, in gran parte, non si tratti solo di un problema dello Stato. In un certo senso si potrebbe dire che gli Europei hanno gli stati che meritano. Infatti essi sono sempre più pronti à chiedere mezzi materiali, leggi di sicurezza ecc. ecc., ma sono i primi a fare manifestazioni quando la polizia o altri organi cercano di fare applicare le leggi richieste. Mi pare che, per correggere i disfunzionamenti descritti, occorre far ricorso a valori più fondamentali che hanno concorso per secoli ad un certo modo di vivere insieme. Oggi, ed in Italia ancor più che altrove, mi pare che ogni cittadino voglia vivere a modo suo, riservando gli obblighi sociali solo agli altri.
    Quest’estate ho soggiornato quasi un mese in un paesino del centro Italia: quello che più mi ha colpito è la distanza sempre più grande che il cittadino mette tra sé e gli altri: solo lui conta, gli altri sono solo un dettaglio fastidioso.
    Allora si, possiamo sempre lamentarci dei carabinieri ed altre polizie, ma se il comportamento individuale di ciascuno non cambia, credo che non ci sia più nulla da fare.
    Poi forse un giorno, a forza di voler essere assolutamente liberi, ci accorgeremo di aver preparato il letto a qualche dittatura.
    Comunque, nonostante tutto, spero poter fare presto una visita a Torino

    Antonio

    2 set 07 at %H:%M

  3. L’attività di lavavetri è una rendita, sia pur infima, e come tale riconosciuta nella nostra cultura e rispettata dall’atteggiamento dominante. Nessuna sorpresa, quindi, che il tentativo di eliminare i lavavetri abbia scatenato addirittura l’intervento del presidente della Camera dei Deputati. Va infine ricordato che in Italia non esiste il diritto di essere lasciati in pace.

    anonimo

    2 set 07 at %H:%M

  4. L’attività di lavavetri è una rendita, sia pur infima, e come tale riconosciuta nella nostra cultura e rispettata dall’atteggiamento dominante. Nessuna sorpresa, quindi, che il tentativo di eliminare i lavavetri abbia scatenato addirittura l’intervento del presidente della Camera dei Deputati. Va infine ricordato che il diritto di essere lasciati in pace non ha rilevanza costituzionale.

    anonimo

    2 set 07 at %H:%M

  5. @ Anonimo: è proprio questo atteggiamento dominante che vado criticando.
    La rilevanza costituzionale di essere lasciati in pace, certamente non esiste, né io l’ho citata.
    @ Antonio: non voglio preparare nessuna dittatura, ti assicuro, e non sono di sicuro una persona intollerante. Quello che critico è il modo in cui l’Italia tutta vede come uno scempio il presunto ‘torto’ fatto ai lavavetri. L’Italia ha bisogno di legalità, ha bisogno che l’esistenza dello Stato si senta.
    Non capisco per quale motivo un lavavetri non possa cercare un lavoro pienamente legale.
    Certamente, come asserisci tu, è necessario che il comportamento individuale di ogni cittadino cambi. Ma credo che lo Stato abbia un ruolo fondamentale nel cambiare l’atteggiamento delle persone.

    X

    3 set 07 at %H:%M

  6. Comunque casa tua non è in ordine quando sai che avrai visite

    Paolo

    4 set 07 at %H:%M

  7. Paolo ha ragione, almeno in parte. Se arriva lui, non metto in ordine.
    Ma ciò rende il paragone ancora più azzeccato. Anche le amministrazioni, infatti, mettono ordine solo in occasioni speciali.

    X

    5 set 07 at %H:%M

  8. Io francamente non so se sia un problema culturale. Ma è ovvio che in Italia “legalità” sembra sempre più una parolaccia. Più probabilmente è un atteggiamento figlio di uno Stato indegno che sembra esistere più per vessare il cittadino che per fornire dei servizi. Certo è che tutti sono pronti ad invocarla quando subiscono qualche effetto nefasto della delinquenza, per dimenticarsene 5 minuti dopo quando rischiano loro di esserne colpiti. Solo da noi si poteva assistere al messaggio a reti unificate di un evasore e a raccolte di solidarietà per Valentino Rossi. Salvo, dopo pochi giorni, scoprirsi al 90 % favorevoli alla persecuzione dei lavavetri. Eppure il primo mi sembra un reato un pò più grave.. mah!? Ma forse è tutto frutto della nostra proverbiale “furbizia”. Le regole valgono solo per gli altri. Il tutto tralasciando quelle aree di follia pura che instradano cortei “siamo tutti lavavetri”. Ma lavavetro sarà vostra sorella!! Che soddisfazione però vedere il flop colossale di quella manifestazione!!

    Ardi

    5 set 07 at %H:%M

  9. Ardi, il primo a evadere in Italia è il Monopolio di Stato. Valentino Rossi in confronto è un ladro di caramelle, lì si parla di ben 98 miliardi, parte dei quali in mano ai mafiosi. Notizia scoop religiosamente taciuta. Posterò un articolo in merito.
    Credo che il problema, più che culturale, sia endemico. Nel senso che ci sono così tanti problemi, piccoli e grandi, e così tanti ‘peccatori’, che non si sa da dove cominciare. E allora, si sta fermi.
    Un po’ quello che avrei risposto a Prodi quando ha affermato: “Io invece dei lavavetri, sarei partito dai writers e dai parcheggiatori abusivi”. Insomma, l’importante è partire.
    E cercare di cambiare il modo di pensare, di tutti.

    X

    5 set 07 at %H:%M

  10. Si la notizia dei Monopoli è celebre tra i blogger. Basta visitare Grillo. Forse il problema è anche legato al tipo di classe dirigente. Chi perseguisci? Quello che disinfetta le donne perchè di colore? Ah ce l’abbiamo di qui niente da fare. Allora partiamo da chi supporta le rivolte in strada sfasciando i vetri e inneggiando al terrorismo. Non se ne parla nemmeno, quello è nostro.. Ma allora? Managgia a me che ho scelto un lavoro non esportabile..

    Ardi

    5 set 07 at %H:%M

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