My Notepad

Il mio taccuino personale.

Archive for settembre, 2007

Red T-Shirt per la Birmania

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Redtshirt

Pensieri a caso è con il
popolo birmano
contro ogni forma di violenza.


Oggi in tutto il mondo milioni di persone indosseranno qualcosa di rosso per testimoniare solidarietà al popolo birmano.
Partecipa anche tu! Vesti di rosso il tuo blog con un post uguale a questo.
Ecco il codice HTML:

(Liberamente copincollato da http://www.cattivamaestra.it/ )

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 28th, 2007 at 6:12

Posted in Attualità

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Gse_multipart61899Ho finalmente letto un po’ questo blasonato blog. A dire il vero mi aspettavo che qualsiasi politico avesse dei sostenitori, invece mi son trovato a sghignazzare nello scrivere questo commento.

Onorevole Mastella,

noto con un sorriso che, nonostante i commenti siano moderati
(scelta opinabile ma comprensibile), i commenti "migliori", scelti da
lei, sono ancora in gran parte di biasimo, e non certo di lode o ancora
in sua difesa.

Non posso che complimentarmi per il suo coraggio, che ha del folle, di
confrontarsi con un pubblico che specie in questi momenti sembra non
apprezzarla affatto.

Nella speranza che trovi il tempo di accettare questo commento (che
non contiene né minaccie né insulti), le porgo cordiali saluti.

19 settembre 2007 9.59

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 19th, 2007 at 12:57

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Mingle2 – Quanto sei assuefatto ai blog?

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I test lasciano il tempo che trovano, ma se alle 3 e mezza del mattino soffri ancora di insonnia, sono un ottimo metodo per passare il tempo.
Un altro metodo è scrivere un nuovo articolo sul blog.
Proprio per quello che sto facendo, credo si meritarmi un po’ più del 64% affibbiatomi!

64%How Addicted to Blogging Are You?

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 7th, 2007 at 3:37

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DRM is a complete lie

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Excellent rant on DRM and who it actually benefits from the Inq

read more | digg story

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 6th, 2007 at 5:17

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Oggi, 31 dicembre 1983.

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20051114120x60
Si, possiamo tranquillamente considerarci alla vigilia del famigerato 1984 di George Orwell. Proprio adesso che Internet promette libertà di contenuti mai sperimentata, si è nel momento di maggior pericolo per questa conquista della società non solo virtuale.
Il pericolo di cui parlo, mette a repentaglio la nostra privacy, introduce nuove forme di censura, elimina la concorrenza leale.
Questo pericolo ha un nome: Trusted Computing. Ed ha pure una punta di diamante: Windows Vista.

Ma di che si tratta? Il Trusted Computing Group è un’organizzazione di cui fanno parte quasi tutte le più grandi aziende informatiche , tra le quali AMD, hp, IBM, Intel, Microsoft, Sun.

Questa nuova tecnologia, forse figlia della stessa filosofia emergente che mette la sicurezza davanti ai diritti, cerca di rendere più sicuri i sistemi informatici trattando l’utente come un virus.

Questa tecnologia tocca sia l’hardware che il software. In pratica si stanno sviluppando schede madri, processori, sistemi operativi (come Vista) che avranno funzionalità di criptazione tali da rendere il sistema completamente ‘chiuso’ all’utente. Ciò significa che in un sistema "Trusted" tutti i componenti devono essere accettati da TUTTI gli altri componenti del sistema. Non sarà più l’utente a decidere quali componenti hardware o quali software usare, ma i produttori dei componenti. Addio, software libero!

Inoltre ogni componente Trusted possiederà un identificativo univoco che ci farà dire addio all nostra privacy.

E questo ci porta alla rete. Quando gran parte della rete sarà costituita da sistemi Trusted, questi sistemi potrebbero decidere (e non avrebbero motivo di non farlo) di non riconoscere sistemi non ‘Fidati’. Senza un sistema completamente costruito da queste aziende, non ti connetti più. Ecco un perché della concorrenza sleale.

Il processo sarà lento, ma gradualmente la concorrenza non gradita potrà essere eliminata. Non solo. Da un momento all’altro potreste non più essere in grado di vedere le vostre fotografie digitali, o di visitare il vostro blog preferito.

Già adesso, perché Windows Vista non sia più lento di un bradipo paraplegico sull’asfalto, l’hardware deve essere compatibile con il Trusted Computing.

Il sistema rimane in balia del produttore. Come Vista permette solo certo hardware, così il produttore di una scheda madre potrà decidere che voi possiate solo montare componenti della stessa ditta, e potrà permettersi di venderli a un prezzo maggiore.

Il processo sarà graduale, ma inesorabile, se non riusciremo a far capire a queste aziende che il PC è nostro. PC, ma anche lettori mp3, fotocamere e quant’altro.

Ma voi potete fare qualcosa per fermare quest’epidemia.

  1. evitate di comprare hardware/software che utilizza questa tecnologia. Potete trovare un elenco, non completo, qui.
  2. Partecipate al ‘Google Bombing’. Basta che inseriate il link sottostante in una qualsiasi pagina web.
<a href="http://www.no1984.org/Liberiamo_l%27hardware">Liberiamo l'hardware</a>

Il risultato sarà questo:

Liberiamo l’hardware

Se volete che il vostro PC sia sotto il vostro controllo, se volete eseguire i vostri programmi, poter vedere filmati e musica liberi, se volete che Internet non sia in mano ad un manipolo di potenti, se volete continuare ad usare il vostro masterizzatore: non comprate assolutamente un sistema che monti Windows Vista, e rifatevi all’elenco sopra citato per l’hardware. Per giocare, esistono le Playstation, le WII o altre piattaforme di gioco. Per il resto, considerate seriamente di passare a Linux. Mi offro volontario per insegnarvi come. Risparmierete un bel po’ di costose licenze e manterrete libero il vostro PC.

 


Vota su wikio!

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 5th, 2007 at 9:26

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Sciopero fiscale super-partes.

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Posto una lettera che non so datare, ma che appare attualissima, specie in questi giorni di vigilia del V-Day:

Caro direttore, mi accingo in settimana a pagare oltre 900mila (sì,
novecentomila) euro di Irpef e mi scusi se tengo, per ragioni evidenti,
celato il mio nome ai suoi lettori. Sono, nonostante il mio alto
reddito, un piccolo professionista di provincia, innamorato del suo
lavoro, e che è stato sempre oltremodo fedele al dovere fiscale.

Non mi è mai pesato pagare le tasse; anzi, visto che i professionisti
"vanno per cassa", mi sono sempre detto: «Se li pago, vuol dire che li
ho riscossi»; inoltre, mi sono sempre auto-convinto del fatto che la mia
annuale dichiarazione dei redditi rappresentasse una specie di "diploma"
di aver avuto un bel successo professionale nel periodo d’imposta
precedente.
Questo reddito lo ottengo lavorando in effetti moltissimo: mi sveglio
alle 4,45 ogni mattina, lavoro ininterrottamente fino a notte, non mi
concedo mai vacanze né weekend, vedo i miei famigliari raramente.
Ho una moglie santa, che per fortuna ha capito quanto il lavoro sia
parte di me; ho due figlie splendide, di cui faccio fatica a incrociare
lo sguardo perché sono convinto di sottrarre loro una ricchezza
inestimabile, che è il tempo che invece dovrei dedicare loro. Spero
almeno di insegnare loro che con l’impegno, anche se non siamo in
America, si ottengono risultati.
Non lavoro per i soldi: a parte che non saprei come "godermeli", ho
fatto un impegno con me stesso di avere uno stile di vita morigerato (e
a imporlo alla mia famiglia) perché vengo da una famiglia piccolo
borghesee intendo perpetuare i valori di queste origini. I soldi sono
solo una conseguenza, non sono l’obiettivo o il presupposto.
Potrei lavorare di meno, dirà Lei. Certo, ma io appartengo a una
categoria di persone che nel lavoro trovano una grande "realizzazione".
In più, io ho scelto di fare il professionista con l’idea di dare il
servizio intellettuale più eccellente possibile a chi me l’avesse
chiesto: quindi mi impegno al massimo e cerco di trattare con la stessa
attenzione sia le pratiche piccolissime che quelle ingenti. Non mi
riesco a rifiutare a nessuno, faccio il possibile per accontentare
tutti; insomma, anche se non mi sono mai drogato nemmeno con uno
spinello, capisco benissimo cos’è la dipendenza e come sia
difficilissimo uscirne. Vede? È agosto inoltrato, e io sono qui a
lavorare!
Che c’entra tutto ciò, dirà Lei?
C’entra che mi sono stancato. Vedo in ogni momento della mia giornata
quintalate di denaro nero; vedo le porcherie di chi specula
illecitamente nel mercato finanziario; vedo gli uffici pubblici che non
funzionano; vedo gravissimi sperperi di denaro pubblico; vedo la scuola
che non insegna; vedo i ragazzi che si laureano e scrivono la tesi senza
sapere l’italiano (altro che insegnarlo agli extracomunitari…); vedo i
politici di un livello umano e professionale sotto qualsiasi soglia
minima; vedo sporcizia in ogni angolo; faccio code insopportabili;
subisco liste d’attesa da terzo mondo; vedo fannulloni che ingrassano e
sprechi dappertutto. Vedo patrimoni pubblici in stato decrepito che, un
solo minuto dopo esser stati "privatizzati", hanno sperticati aumenti di
valore. Vedo treni indecenti, per pulizia e ritardi e autostrade
inservibili a causa di montagne di traffico. Vedo inciviltà a ogni passo
che muovo.
Vedo i Tribunali che non funzionano: c’è da tremare a entrare in un
Tribunale avendo ragione, perché vi sono fondate probabilità di uscirne
avendo torto; e così c’è l’incentivo a impostare la propria vita
beffando gli altri, perché è molto probabile che ti giudichino non
colpevole. Quando uno Stato non assicura giustizia, credo che sia uno
Stato con la canna del gas in bocca.

Discorsi populisti e superficiali,
detti e stradetti, dirà Lei. Senz’altro. Ma resta il fatto che mi sono
stancato. Vorrei poter trovare nuovi stimoli dedicando il mio versamento
alla costruzione di un’opera pubblica specifica (per poter dire «l’ho
finanziata io», almeno così i miei soldi servirebbero a qualcosa) invece
di farli finire nel calderone della finanza pubblica: non sono per nulla
orgoglioso di formare un "tesoretto" a mio nome. Vorrei poter dire,
quando entro in un ufficio pubblico: «Io vi pago, vorrei avere un
servizio almeno decente ». Ma da solo mi rendo conto che sono discorsi
da matti.

Resto quindi stanco e senza soluzioni.

Mi pesa francamente troppo l’aver lavorato come una bestia per versare 1
miliardo e 800 milioni di vecchie lire a un socio occulto (lo Stato) che
non solo non mi aiuta, ma mi ostacola (dimenticavo: aggiungiamo anche
250mila euro di versamenti previdenziali, quisquilie!). E allora? Allora
continuerò a lavorare (e a incassare), ma sento forte lo stimolo a
smettere di pagare: a tenere i soldi da parte, senza rubarli, ma
nascondendoli (non è difficile, lo fanno tutti); e a versarli, se già
non li avrò dati in beneficenza, quando la classe politica se lo
meriterà di nuovo (e, beninteso, non è quella che oggi è
all’opposizione).
Ma temo che forse, sempre che credano negli stessi miei principi, li
verseranno i miei eredi.

(Lettera firmata)

Potete trovare il testo originale qui.

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 5th, 2007 at 1:16

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