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Il mio taccuino personale.

Legambiente inquina (suo malgrado)

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Mi  sono trovato a gestire circa un centinaio di candidati volontari per il servizio civile, tra cui ne sono partiti una cinquantina.
Ciò mi ha dato l’occasione non solo di diventare un’esperto di burocrazia fotostatica, ma anche di poter capire nel dettaglio quanto sia malata l’organizzazione delle strutture pubbliche.
Cosa bisogna fare per diventare un volontario del Servizio Civile?

Si inizia con il presentare la domanda. Si devono compilare e consegnare all’ente sotto cui si vuole prestare servizio l’allegato 2 e 3, fotocopia della carta d’identità fronte retro, copia del curriculum vitae. Curriculum a parte, sono tra le cinque e le sei pagine a volontario. Anzi, tra le sette e le otto, contando l’allegato 4. In triplice copia. Almeno ventun fogli, insomma.

Con cento volontari abbiamo più di 2000 fogli estremamente ridondanti fra loro.

Poi c’è l’entrata in servizio. Ogni candidato firma un contratto da sei pagine, invia per la seconda volta carta d’identità e codice fiscale (entrambi fronte e retro),  più comunicazione di domicilio fiscale, fotocopia del libretto postale e "modulo di accesso al circuito postale per accreditamento spettanze ai volontari del servizio civile in Italia". In media, undici fogli a cranio. Che vengono fotocopiati in triplice copia. Quindi, almeno 33 fogli per volontario, contando in difetto. Si ricorda che il contratto che si firma è sempre lo stesso, e che quindi ci sono all’incirca 144 copie dello stesso identico contratto.

L’entrata in servizio spreca altri 1650 fogli approssimati come sempre in difetto.

Poi il volontario inizia davvero a lavorare.

Una volta al mese il volontario presenta tre fogli presenza.
Nel primo foglio sono riportate le presenze giornaliere e le ore di servizio svolte ogni giorno, più eventuali permessi e/o giorni di malattia.

Nel secondo foglio si riportano le ore di servizio effettuate (ma settimanalmente), le ore di servizio effettuate finora, i permessi presi finora, eccetera.Insomma, un foglio completamente ridondante.

Il terzo foglio rappresenta spesso un esercizio di fantasia. Il volontario infatti scrive a proposito delle competenze acquisite, delle mansioni svolte e dei corsi di formazione generale o specifica a cui ha partecipato. Spesso il terzo foglio è bianco.

Di questi fogli presenza vengono fatte (almeno) altre due copie. Nove fogli al mese per ogni volontario, quindi, senza contare eventuali certificati medici.

Se il volontario non si ammala mai, produce 108 fogli presenza. Che, moltiplicati per i nostri 50 volontari, fanno 5400 fogli.

Per gestire un anno di servizio civile di 50 volontari abbiamo quindi usato più di 9000 fogli, quasi certamente più di diecimila. In Italia ogni anno ci sono all’incirca 5000 volontari (ma probabilmente sbaglio), che andrebbero a totalizzare quasi un milione di fogli inutili, per cui quasi sicuramente bisognerà pagare un’azienda di archiviazione.

Voi pensate che tutta questa burocrazia serva a garantire qualcosa. Sbagliate.
Come in ogni ambito della vita pubblica italiana, si tendono a fare leggi balzane che irriterebbero chiunque, salvo poi calmare il tutto con controlli sporadici.

Quasi tutti i volontari che conosco svolgono compiti diversi da quelli indicati nel progetto. Non in malafede, ma perchè spesso i progetti evolvono e cambiano e spesso a priori non è possibile capire come sarà poi possibile gestire in futuro il progetto.

In tutti questi anni un solo ispettore si è presentato, tra l’altro annunciando il suo arrivo con più di una settimana di anticipo. Un qualsiasi circolo avrebbe potuto usare dei volontari come baristi a basso costo, tanto per intenderci. E non escludo che sia successo. Tant’è che si può facilmente far partire un progetto di teatro in un circolo dove non esiste mezzo palcoscenico.

E se le presenze e le candidature fossero analizzate via internet? esistono sistemi efficienti e sicuri per permettere di gestire ed analizzare le attività. Quante ore lavoro sono necessarie adesso per gestire questa enorme mole di fogli inutili? Quanto spreco di carta, di energia, di denaro?

Si capisce subito che chi ha impostato questo sistema non sta spendendo di tasca sua.

Written by Davide Orazio Montersino

ottobre 19th, 2007 at 12:03

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