My Notepad

Il mio taccuino personale.

Archive for novembre, 2007

Parlamentari tranquilli.

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Secondo un’inchiesta di Sviluppo Mezzogiorno, uno studente su tre la mafia è "in parte" positiva. Non solo, ma quasi il 5% di questi studenti crede che i mafiosi siano degli eroi.

Molti dei nostri parlamentari devono aver tirato un sospiro di sollievo sentendo la notizia: avranno ancora a lungo una base parlamentare solida.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 30th, 2007 at 7:38

Soldi regalati.

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Immaginate che la vostra banca lasci i vostri soldi e quelli degli altri in mezzo alla strada, in valigette ammucchiate.
A parte il fatto che iniziereste a tenervi i soldi sotto al materasso, con chi ve la prendereste se avvenisse un furto?
Non di certo con la poca creanza della gente, ma con la negligenza della banca.
Ora, come tutti sappiamo, i veri ladri sono le banche, e non i passanti (cit.).

Detto ciò, lasciatemi spiegare il perchè di questa strana metafora.
Sono ormai due anni che a Torino non vedo un controllore sui bus e sui tram GTT. E viaggio sui mezzi pubblici quotidianamente.
Comprare il biglietto è diventato esattamente come dare i soldi alla suddetta banca. Se non sono io a rubare, so di certo che lo farà il prossimo passante.

Ora, il biglietto costa 1 euro. La multa, se colti senza regolare titolo di viaggio, è di 65 euro, che calano a 20 euro se pagati subito.
Ora, per chi ha studiato un po’ di calcolo delle probabilità, o anche per chi ha un minimo di buon senso matematico, è chiaro che per far funzionare il sistema, dovrei essere controllato almeno una volta su venti.

Credo che la media sia di un controllo ogni cento viaggi. Allora, invece del biglietto, mi porto appresso 20 euro. Casomai dovessi incontrare un controllore, sarò lieto di darglieli. Se le cose continuano così, vado sicuramente in guadagno.

Le ultime statistiche dicono che soltanto il 50% dei viaggiatori dispone di biglietto o abbonamento.
Perchè mai dovrei interessarmi io ad un’azienda che non si interessa di riscuotere i crediti? Se alla GTT non interessa che io viaggi gratis, sono cavoli suoi.
Ma la GTT, direte voi, offre un servizio pubblico, e tu pagando il biglietto ti interessi della comunità. Già. Allora, a maggior ragione, alla GTT dovrebbero assicurarsi una gestione decente. Non sono così generoso da pagare per gli altri lasciando i miei soldi in mezzo alla strada.

Quando viaggio con compagnie private, pago sempre il biglietto. Perchè? Perchè altrimenti non mi lasciano salire. Perchè so di non essere uno dei pochi scemi, perchè mi rendo conto che sto effettivamente pagando un servizio. Sono forse io, è la gente ad essere cattiva e maleducata? No, sono i dirigenti, con la loro responsabilità di gestione, che lasciano andare a male l’azienda.

Non mi racconterete che qualora trovaste un biglietto da 100 euro per terra ne cerchereste il proprietario! Infatti, sarebbe per voi impossibile stabilirlo con certezza. Chiunque potrebbe affermare che quel denaro è suo. Non vi fidate, e preferite essere voi i fortunati. Infatti, il rischio è nullo, il guadagno è cento. Il caso è estremo, ma funziona così: quando il rapporto rischio – guadagno diventa prossimo allo zero, non ci si sente più nemmeno ladri.

Non ci si può affidare sull’educazione e sulla coscienza della gente, e lo si sa bene. Altrimenti non esisterebbero le serrature.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 30th, 2007 at 12:41

Non c’è (più) trippa per gatti.

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Se le animaliste un tempo recitavano "Questa è l’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare", adesso dovranno fare un ulteriore sforzo di fantasia per affrontare questa nuova moda newyorkese.

Infatti non più di morbida e piacevole pelliccia si tratta, ma di fredde e umide carni. Pinar Yolacan, soprannominata "L’artista della trippa", si è trasformata da studente di design in artista a tempo pieno grazie alla sua trovata.

Nata in Turchia, esercita adesso a New York, dove compra la carne fresca, la lavora e la fa indossare a modelle spesso inusuali.

Di sfilate vere e proprie, non ce ne sono. Che peccato, direte voi. Le modelle vengono fotografate, e le trippe (con reminescenze buddiste) buttate via.

La sua arte volutamente caduca ed effimera vuole essere un commento al senso estetico. Un’arte che, seppur eternata nella fotografia, è già marcescente.

Originale, senza dubbio. Io, però, continuo a preferire la versione trevisana.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 30th, 2007 at 12:50

Il vizietto

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Avrei dovuto aprire le scommesse: "A quando la smentita dello scioglimento di FI?". In molti avevano previsto un ripensamento, ma forse più soft.
Di oggi, infatti, la dichiarazione di Berlusconi: "Mai detto che avrei sciolto Forza Italia".

Adnkronos, Quotidiano.net, RaiNews24, Repubblica ed il sito stesso di Forza Italia sembrano testimoniare il contrario: "Forza italia si scioglierà".

Berlusconi conta sulla propria tifoseria, che per definizione è cieca e non baderà a queste sottigliezze.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 29th, 2007 at 10:41

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Basta polizia negli stadi!

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Della mia cultura, se tal può
definirsi, il calcio non ha mai fatto parte, sempre che il calcio
faccia parte della cultura.

Perché sono tutti lesti a citare
“i veri valori e la vera cultura sportiva del calcio” ogni
qualvolta un episodio scandaloso rimbombi sui media.

Ma mai nessuno che si prenda la briga
di spiegare quali sarebbero questi presunti valori. Forse li si dà
per scontati, ma io credo che il vero motivo sia un altro: il calcio
non porta con sé neanche la minima traccia di valori morali,
né di ideologie, né etica. Il calcio è
profondamente diseducativo
. Forse, in una dimensione parallela,
sarebbe potuto essere semplicemente ineducativo o aeducativo.
Purtroppo i fatti dimostrano ampiamente quanto ciò non sia
vero.

I tifosi, per definizione,
delirano. Nel tifoso è stata instillata, sin dall’infanzia,
l’idea che una squadra di calcio sia la migliore, e che apprezzarne
un’altra sia un sacrilegio. Non è neanche così raro che
la prima parola pronunciata da un bambino sia la squadra preferita
dal padre, se questo è particolarmente sportivo.

Così il padre che porta il
figlioletto allo stadio è un irresponsabile. E non mi
riferisco al pericolo che degli energumeni lo possano ferire. Mi
riferisco al fatto che sta drogando il figlio, al fatto che lo
inserisce in un contesto di discriminazione, di odio, e che lo sta
iniziando a milioni di ore che passerà in inutili trepidazioni
e commenti con gli amici e artificiali nemici, e al fatto che lo sta
aizzando sin da piccolo contro chiunque non sia della propria
squadra.

Per quale motivo una squadra sia
migliore di un’altra, è un’incognita a cui non saprò
mai (giustamente) dare risposta. Il fenomeno del tifo è
sociologicamente importante, ad esempio per capire con quale facilità
le religioni, ugualmente irrazionali, vengono impiantate nella mente
dei popoli.

Ma lasciamo stare le religioni per
oggi.

Dicevo che si attribuiscono al calcio
una serie di valori. Perché? Perché il tifoso
percepisce il senso di appartenenza alla propria squadra come un
valore fondamentale, associa ad esso l’onore, la solidarietà,
la potenza della folla, ed una serie infinita di emozioni che hanno
segnato le domeniche di una vita, allo stadio o davanti ad un tubo
catodico, o al bar. Così tradire la propria squadra sarebbe
tradire anche il proprio padre, la propria famiglia e i propri amici.
Non sto neanche a sottolineare quale processo di degradazione
assumano i valori, riassunti e sublimati in una squadra calcistica.

Tutte le volte che mi è capitato di assistere ad una conversazione fra tifosi, senza alcuna eccezione, ho avuto modo di intristirmi riguardo alla condizione umana.

Il calcio fa presa sul senso di
appartenenza
. Ogni tifoso sente di far parte di una grande tribù
contrapposta a tutte le altre. Quindi, per forza di cose, più
un individuo è tifoso. più percepisce che ogni sistema
di valori fa parte del calcio, o meglio della propria squadra. Ma
questo non è che un degradare di valori e sentimenti.

L’errore è credere che il calcio
generi valori, quando ciò che accade è che esso li
assorbe.

Trovatemi un cementante migliore di un
nemico comune. Infatti ogni squadra ha la sua antagonista, e il suo
derby annuale.

L’esaltazione del senso di appartenenza
crea danni sociali e morali enormi, esattamente come il
razzismo o il fondamentalismo religioso. In questo caso si tratta
però di una suddivisione ancora più arbitraria ed
artificiosa, e assurda. Non a caso, le frange più estreme di
tifosi applicano le nozioni imparate dal mondo calcistico alla loro
visione politica. Neonazismo e neofascismo trovano terreno
fertile fra le tifoserie. I migliori tifosi arrivano dalle zone più
degradate, ed è per questo che la passione calcistica andrebbe
curata come un disagio sociale.

Tutti questi pseudo-valori
sfociano nella violenza domenicale. Non si tratta affatto di
stravolgimento dei valori calcistici, come qualcuno crede
ingenuamente e ingenuamente vorrebbe farmi credere. Si tratta
soltanto dei sentimenti di ogni tifoso, non più in potenza ma
sublimati in atto.

Non serve certo un genio a comprendere
che cosa sia la scatola vuota (purtroppo non così
vuota) del sistema calcio. Gli strapagati giocatori non rimangono gli
stessi, né tanto meno la corrotta dirigenza. Cosa adorano i
tifosi? Ciò che rimane all’incirca invariato è il nome
della squadra, e la famiglia dei fans. Si ama chi, come se stesso,
adora lo stesso nome vuoto.

Qualcuno potrà obiettare che il
calcio fa parte di una grande cultura operaia, specie qui a Torino,
dove la famiglia Agnelli e gli operai venivano accomunati, ogni
domenica, da questa passione.

Ma, cari miei, non vorrete certo
ricadere nella solita formula di panem et circenses.

Lo Stato dovrebbe smettere una volta
per tutte di interessarsi così tanto al calcio. Non ce n’è
motivo, se non quello di raccattare voti. Altro che indipendenza
politica dagli Usa e dal Vaticano. Dipendiamo pure dagli ultras. La
nostra repubblica sembra destinata ad essere sconfitta e stuprata su
ogni fronte. Panem et Circenses again.

Le tifoserie, oltre all’odio
vicendevole, condividono l’odio viscerale per le forze di polizia.

Perché impedire che scazzottate
e linciaggi rallegrino una noiosa domenica? Che si facciano i fatti
loro!

Per una volta, concordo con la feccia.
La polizia non dovrebbe nemmeno entrare negli stadi. Perché
io, contribuente, dovrei pagare per rendere sicuro uno spettacolo
sportivo?

Che se ne occupino i club. Sono loro a
guadagnarci. Come una discoteca fa uso di personale per la selezione
e per i buttafuori, allo stesso modo i club provvedano a mantenere i
loro stadi vivibili. E che la polizia intervenga solo in caso di
necessità. E se lo stadio causa troppo disturbo alla quiete
pubblica, si multi il proprietario, fino alla chiusura dello stabile.
Monsieur de Lapalisse avrebbe presentato soluzioni meno ovvie.

Basta leggi speciali per il
calcio. Mi sfugge il motivo di fondo per cui lo Stato debba far
differenze tra il delinquente tifoso ed il delinquente non tifoso. Il
problema non è trovare nuove leggi. Un po’ di mano dura con i
clubs, dimenticando per un po’ il bacino di voti al seguito, e sono
sicuro che loro sapranno far mantenere l’ordine.

 

Per me, però, vale anche il
principio contrario, però: niente tifosi nelle centrali di
polizia
. Quella feccia immonda che domenica ha attaccato le
centrali di polizia, meritava un trattamento meno dolce. La polizia
avrebbe dovuto rivendicare un po’ di più la legittima difesa.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 13th, 2007 at 11:00

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Radiohead Philosophy

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La filosofia Radiohead mi piace. Dopo aver lanciato il loro ultimo album con lo slogan "No, really, it’s up to you", adesso ostentano la loro scelta vendendo le loro canzoni in mp3 libere dal DRM.

Vuol dire che in poche parole, si fidano dei loro fans. Che non cercheranno di impedire con tecniche di criptazione asimmetrica di copiare le loro canzoni.

Si può scegliere: i loro primi sette album sono scaricabili da internet, oppure ordinabili in cofanetto, o ancora si può richiedere uno stick USB da 4GB.

In ogni caso, le case discografiche non hanno più motivo di continuare a esistere, perlomeno nel senso classico, e i Radiohead lo stanno dimostrando.

Forse la musica libera sarà anche di migliore qualità. Ascolteremo la musica che ci piace davvero, non quella che ci è stata pubblicizzata con milioni di dollari.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 6th, 2007 at 10:52

Dialoghi Platonici

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Sfrutto la segnalazione di CattivaMaestra per mostrarvi un documento incredibile. Io stentavo a credere che certe cose fossero impossibili addirittura sul web, figuriamoci in TV.
Eppure la propaganda mi è arrivata così in fondo al cranio, che non riesco più a capacitarmi della mia facoltà di giudizio. Cos’è? Diffamazione, verità taciute o pura libertà di espressione?

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 6th, 2007 at 12:34