My Notepad

Il mio taccuino personale.

Non c’è (più) trippa per gatti.

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Se le animaliste un tempo recitavano "Questa è l’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare", adesso dovranno fare un ulteriore sforzo di fantasia per affrontare questa nuova moda newyorkese.

Infatti non più di morbida e piacevole pelliccia si tratta, ma di fredde e umide carni. Pinar Yolacan, soprannominata "L’artista della trippa", si è trasformata da studente di design in artista a tempo pieno grazie alla sua trovata.

Nata in Turchia, esercita adesso a New York, dove compra la carne fresca, la lavora e la fa indossare a modelle spesso inusuali.

Di sfilate vere e proprie, non ce ne sono. Che peccato, direte voi. Le modelle vengono fotografate, e le trippe (con reminescenze buddiste) buttate via.

La sua arte volutamente caduca ed effimera vuole essere un commento al senso estetico. Un’arte che, seppur eternata nella fotografia, è già marcescente.

Originale, senza dubbio. Io, però, continuo a preferire la versione trevisana.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 30th, 2007 at 12:50

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