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Il mio taccuino personale.

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Response.Write("Will it work?");

Written by Davide Orazio Montersino

aprile 7th, 2009 at 11:51

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Importare ed esportare DB Schema in file SQL – Visual Studio 2008

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Sono emigrato da PHP a .NET, e come molti ho faticato ad abituarmi ad alcuni concetti, nonchè alla scarsità di documentazionedi qualità disponibile su Internet. Soprattutto, mancano esempi reali. Cercherò di scrivere a proposito di varie problematiche che ho risolto durante lo svolgimento di veri lavori, sperando siano utili.

Immagino siate abituati ad avere a che fare con script SQL, per esportare ed importare database schema dal development server al production, oppure per poter savare facilmente modifiche tramite svn, o altro ancora.
Ecco cosa dovete fare in .NET per esportare un databse SCHEMA dal vostro poco comprensibile database.

Scegliete File->Nuovo Progetto.
In “Altri tipi di progetto” scegliete “Database”.
Scegliete un nome che vi aggradi.

Dopodichè, se non avete una connessione con un database SQL server, createne una (TODO aggiungere link)

Andate in Esplora server, cliccate col destro sul vostro DB e scegliete Cambia Visualizzazione ->Schema.

Ora, nella “cartella” schemi del vostro db, scegliete dbo (le vostre tabelle dovrebbero essere lì) . Cliccate col tasto destro sulla tabella che vi interessa (potete anche selezionarne più di una con shift o ctrl) e scegliete “Genera script di creazione in progetto”.

Se tornate su esplora soluzioni, vedrete che nella cartella “Create Scripts” aveteun nuovo file sql.

Ora, vi renderete subito conto che la filosofia logorroica di Microsoft genera file sql prolissi e con informazioni quasi del tutto inutili, ma è assai meglio di niente.

Potete eseguire facilmente quel file cliccando con il tasto destro e scegliendo esegui. Oppure potete usare quel file come meglio credete, magari in Microsoft Sql Management Studio.

Risorse:

http://www.vitalygorn.com/blog/post/2008/01/Handling-Database-easily-with-Visual-Studio-2008.aspx

Written by Davide Orazio Montersino

marzo 23rd, 2009 at 12:29

Una piattaforma di sviluppo di squadra su Ubuntu Server – Integrare Mantis-Svn-Mediawiki

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Collaborando in una piccola azienda informatica in espansione, mi sono reso conto di quanto possa essere utile iniziare a coordinare, magari con strumenti anche semplici, il lavoro di squadra. Usare software per il version control, tenere i dati di un progetto in un unico posto, fornire a tutti i collaboratori, ai dipendenti, un unico punto di accesso per le risorse di sviluppo dell’azienda, automatizzare backup e raccogliere know-how.
Con questo post inizio una miniserie, in cui spiego come sviluppare una piattaforma di sviluppo in team con le seguenti caratteristiche:

  • svn server e server websvn
  • bug/issue tracker
  • wiki
  • backup automatico via mail or ftp

In particolare, andremo a configurare

  • Un single sign-on per il wiki e per l’ issue tracker (Mediawiki and Mantis)
  • Entries per l’ Issue/Bug Tracker generate automaticamente dai commit svn

Questa piattaforma può essere utilizzata in diverse situazioni di sviluppo, e mentre può diventare quasi perfetta per un team che sviluppi in tecnologia LAMP, può adattarsi piuttosto bene anche allo sviluppo in .NET (io lo sto usando in questo modo)

Installare Ubuntu.

Prima di tutto, abbiamo bisogno di configurare un server Linux. In questo tutorial, utilizzerò Ubuntu server Hardy Heron. È una scelta fatta per ragioni non tanto tecniche, quanto per la confidenza che ho acquistato con la “distribuzione marrone”, e certamente anche per la sua popolarità e per l’attiva community alle spalle.

  1. Scarica ubuntu server. Qui puoi trovare una guida per installare un LAMP server in 15 minuti.
  2. Se provi a installare Ubuntu Hardy Heron 8.04 in  virtualbox,  devi abilitare nelle impostazioni il flag PAE/NX,  che espone le estensioni di indirizzo fisico della  CPU al sistema operativo ospite. Ci ho provato, senza PAE/NX otterrete soltanto un brutto errore del kernel..
  3. cambia /etc/network/interfaces per dare al server un indirizzo IP statico:

Commenta la linea:

#iface eth0 inet dhcp

E aggiungi una linea come questa (chiaramente, sostituisci gli indirizzi IP con quelli appropriati)

iface eth0 inet static
address 192.168.1.100
netmask 255.255.255.0
network 192.168.1.0
broadcast 192.168.1.255
gateway 192.168.1.254

Non dimenticate di riavviare la rete:

sudo /etc/init.d/networking restart

Et voilà, adesso dovresti poter navigare all’indirizzo del tuo nuovo server Linux (in questo caso, 192.168.1.100)

Dovresti poter vedere la pagina di default del sistema LAMP di Ubuntu, che dice qualcosa del genere: “It works!”

A presto per l’installazione di SVN.

Written by Davide Orazio Montersino

marzo 7th, 2009 at 8:14

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Ubuntu Hardy Heron e Alice Gate 2 Plus Wi-Fi

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Ubuntu Alice Gate 2 Plus WiFi

Ubuntu Alice Gate 2 Plus WiFi

Qualche mese fa avevo postato il problema sul forum italiano di ubuntu, e a mesi di distanza sono finalmente  riuscito a configurare Hardy Heron per lavorare con Alice Gate 2 Plus Wi-Fi grazie alla soluzione proposta da Manu.

Se anche voi avete il problema di pagine che si caricano solo fino a un certo punto, connessioni SSH bloccate quasi subito dopo il login, non sapete con che tool analizzare i pacchetti della vostra rete wireless, o non avete avuto la brillante idea di confrontare i file/etc/sysctl.conf tra le diverse versioni di Ubuntu, siete venuti nel punto giusto.
Il problema si presenta solo con versioni di ubuntu superiori alla 7.04, quindi Gutsy Gibbon e Hardy Heron, per una differente configurazione dello stack tcp.

In particolare, bisogna cambiare l’impostazione tcp_ecn, che di default è a 1. Provate i seguenti comandi:

sudo echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_syncookies
sudo echo 0 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_window_scaling
sudo echo 0 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_ecn

Voilà, problema risolto. Senza bisogno di riavviare né Ubuntu né qualsiasi applicativo la connessione dovrebbe iniziare a funzionare correttamente.

Ora dovete rendere definitiva la cosa, quindi avete due opzioni: creare uno script che lanci questi comandi prima della connessione, oppure modificare il file /etc/sysctl.conf. Dovete modificare le linee

net.ipv4.tcp_syncookies = 1
net.ipv4.tcp_window_scaling = 0
net.ipv4.tcp_ecn= 0

Buona Navigazione!

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 10th, 2008 at 12:23

Shiretoko!

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Firefox

Firefox

I colossi vanno avanti a furia di novità. Dopo l’arrivo di Chrome, Mozilla ha rilasciato oggi la versione Alfa 2 del nuovo browser.

Il nome in codice è Shiretoko, (non so se si riferisca all’isola giapponese o all’asteroide) ed è una delle milestone per il nuovo browser che è già alla versione 3.1.

La novità più attesa è il nuovo motore di Javascript TraceMonkey, ed il punto è proprio questo: di TraceMonkey neanche una traccia.

Per comparare le performance, dovremmo ancora aspettare un po’.

Intanto, la nuova versione di Firefox è tra i primi browser a supportare il nuovo tag html “video”, anche se non è chiaro quando questo tag sarà utilizzato realmente.

Il motore di javascript permette l’esecuzione in background, lasciando l’interfaccia attiva anche quando stanno firando degli script pesanti.

Le altre novità più interessanti sono la possibilità di passare un tab da una finestra all’altra (finalmente!) e il supporto migliorato al CSS 2.1 e 3.

Nota positiva: Shiretoko è già disponibile per Linux e Mac OS X.

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 8th, 2008 at 4:11

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Carne Marcia

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photo credit: dierk schaefer


Un mio amico mi ha inoltrato una mail, con l’invito a boicottare due nuove Steak House nate a Rozzano (MI) e a Reggio Emilia.
Questi Steak House fanno parte della catena RoadHouse Grill, che a sua volta fa parte del Gruppo Cremonini, leader nella macellazione dei bovini in Italia con 1500 capi al giorno. Non a caso il primo caso ufficiale di BSE (mucca pazza, per chi non si ricordasse) in Italia è avvenuta in una macelleria Cremonini.

Perché boicottarli? Per tutta una serie di vicende criminose, per cui ci sarebbero intrallazzi con il mondo della mafia, e per conseguenza quasi diretta anche con il mondo politico.

Ma andiamo a vedere cosa avrebbe fatto di preciso questo gruppo:

  • Sono condannati in primo grado aver spacciato carne allevata e prodotta all’estero come carne italiana
  • Avrebbero prodotto omogeneizzati per bambini con carne di capi vecchi anche 17 anni spacciandola per capi di età inferiore ai 24 mesi.
  • Sarebbero protagonisti di un avvelenamento di gruppo (carne Montana) che avrebbe portato alla morte di una ragazzina dodicenne in Russia. Per insabbiare il tutto, avrebbero pagato 75.000 dollari come una specie di “rimborso”.
  • Avrebbero esportato migliaia di tonnellate di carne avariata (non adatta all’alimentazione umana) in Angola.
  • Condividono con la banca Popolare dell’Emilia Romagna due sindaci e tre consiglieri d’amministrazione. La Banca Popolare dell’Emilia Romagna è quella che ha un ruolo da protagonista nella strage economica della Sardegna, dove dalle 5000 alle 7000 aziende sono quasi sicuramente condannate al fallimento.

Queste e altre vicende sono state portate alla ribalta da Report e da Beppe Grillo. Tra gli strenui difensori di questo gruppo leader nella ristorazione, troviamo l’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri sotto il Governo Berlusconi nonché Membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) Carlo Giovanardi.

Ovviamente, nessuno e tantomeno Giovanardi ha mai negato che queste vicende siano accadute
. Le fonti le avete e anche i mezzi per capire qual’è il grado di verità di ciò che scrivo.

Quindi eccovi una lista delle aziende del Gruppo Cremonini:

La Cremonini è riuscita ad accaparrarsi il monopolio della fornitura di hamburger ai Mc Donalds europei.

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 7th, 2008 at 3:23

Lucida, lucida.

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La cromatura del nuovo browser californiano sembra aver bisogno di qualche lucidatina. Infatti è gara a chi cerca bug ed exploit su  Chrome. Il più sconcertante? Basta digitare ”:%” (senza virgolette, ça va sans dire) per mandare in crash la penultima novità di Google (l’ultima è passata in secondo piano).

Più notizie sulla sicurezza di GChrome:

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 5th, 2008 at 5:25

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Bavaglio

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(fonte il quotidiano.it)

(fonte il quotidiano.it)

Ho appena installato un plugin per wordpress, event calendar. Lo userò per segnalare eventi e per dar modo di incontrarmi con chi segue questo blog, anche se ho buoni motivi per credere che gli spider di Google non esistano nel mondo reale.

Primo evento a cui sarà possibile incontrarmi: 15 Settembre, ore 18.00 Libreria Feltrinelli in Piazza C.L.N. 251, Torino.

Marco Travaglio (tanto per ricollegarmi all’articolo precedente) presenterà il libro Bavaglio (scusate il gioco di parole).

Un consiglio: se avete intenzione di venire, presentatevi molto prima delle 18.00, l’ultima volta ero praticamente sulle scale a sentirlo.

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 5th, 2008 at 4:50

Contropropaganda2 – Alitalia: una commedia italiana

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Il piano di Berlusconi in un'allegoria.

Avrei voluto preparare un articolo su come il governo Berlusconi sta “risolvendo” la questione Alitalia, ma mi sono ritrovato a guardare Passaparola di Travaglio, e credo che non potrei fare di meglio.

Quindi, riassumerò brevemente la situazione e lascerò il video ed il testo completo per chi ha tempo e voglia.

Ecco un confronto tra la soluzione AirFrance e quella che verrà attuata da Berlusconi.

Esuberi: AirFrance ne proponeva 2150, adesso ne servirebbero 6-7000.

Liquidità ad Alitalia: AirFrance avrebbe comprato le azioni con 1700 milioni di euro, e ne avrebbe investiti altri 750. Quasi due miliardi e mezzo dalla Francia.
Soluzione Italienne: 300 milioni di prestito probabilmente illegali e ciucciati in tre mesi. Le banche della “cordata” arrivano si e no a un miliardo di euro. Se contiamo i 450 milioni di debiti che arriveranno dalla fusione con AirOne di Carlo Toto, non si arriva neanche al miliardo.

Cosa succederà? Che la nuova Alitalia non ce la farà da sola, e che arriveranno nuovi aiuti di Stato (cioè soldi nostri). Ciò è illegale, quindi l’Itala dovrà pagare multe all’Unione Europea (altri soldi nostri), tralasciando certamente la cassaintegrazione e la mobilità dei 6000 esuberi.

Sia chiaro: la cordata non rischia assolutamente nulla: sono lì per papparsi il pappabile, in un grosso calderone di amici di amici e conflitti di interessi.

Insomma, Berlusconi è un mago. Un prestigiatore, diciamo. La gente rimane a bocca aperta chiedendosi: “come avrà fatto?” Bene, sembrerebbe che nella maggior parte dei casi ci sia il trucco.

Per saperne di più, continuate a leggere.

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Written by Davide Orazio Montersino

settembre 4th, 2008 at 1:25

Google Chrome Live!

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Google Chrome

Google Chrome

Come dicevo, qualche volta sono ancora costretto ad usare Vista.

Questa è stata una di queste occasioni: Chrome è live, ma non c’è ancora per il pinguino.

Appena scaricato e installato, Chrome importa tutto da Firefox (non so come si comporti con Explorer o Opera, dal momento che non li uso), e siamo pronti con tutti i nostri segnalibri, cronologia e password.

La prima cosa che salta agli occhi è il minimalismo dell’interfaccia. Subito dopo, la velocità del browser, specie quando usato sulla rete Google.

La prima pagina che Chrome mostra è in stile Opera. Mostra la cronologia ed i siti più visitati in piccoli screenshot. Nel caso ve lo steste chiedendo, Young Galleries è il sito di un talentuoso fotografo di animali selvaggi.

Pagina iniziale di Chrome

Pagina iniziale di Chrome

Google va fiero dell’url bar. In realtà, è molto simile alla barra indirizzi di Firefox 3. Anzi: con Firefox abbiamo due caselle di testo, quì una sola. Con la scusa del minimalismo, diventa molto difficile effettuare una ricerca se non con Google.

L’impressione che hanno avuto in molti, me compreso, è che Chrome voglia essere un Windows killer. Questo a causa della possibilità di salvare i collegamenti alle applicazioni web sul desktop o anche nel menù Start.  Quando si apre un’applicazione web, la già minimalista interfaccia va a sparire quasi del tutto. Lo scenario è semplice: rendere sempre più sottile il divario tra applicazioni web e applicazioni normali.

Chrome Applications

Chrome Applications

Le potenzialità di questa filosofia si possono capire soprattutto se si mettono insieme Android, Dream e Chrome. Un sistema operativo completo di tutto! Chi sarebbe disposto ad acquistare costose suite da Microsoft? Il piano è pronto: tutti questi sistemi si basano su Webkit e Google Gears, per la massima portabilità.

L’idea di usare un processo diverso per ogni tab è servita: ho già avuto modo di avere un crash, e solo un tab è morto, mentre gli altri hanno continuato a funzionare. I processi si ciucciano un bel po’ di memoria: ma Google ci dice che, sul lungo periodo, un browser che usa i thread gestisce la memoria in modo molto peggiore e tende a fagocitarne di più

Tabs e memoria

Tabs e memoria

Come mi chiedevo nel post precedente: che fine farà Firefox? È troppo presto per dirlo, ma c’è già chi prevede che in due anni Chrome possa raggiungerlo come statistiche, cioè raggiungere il 15-20% di “share”.

Intanto, il servizio Analytics dello stesso colosso di Mountain View non riconosce ancora Chrome. Difficile credere che negli ultimi due anni i due gruppi non si siano incontrati. Un pensiero cattivo? Prima di fare statistiche pubbliche, Google vuole che il suo browser guadagni un po’ di utenza.

Non è l’unica contraddizione. Anche la web chat 3d di Google, Lively, non funziona ancora con Chrome.

I primi problemi di sicurezza non sono tardati ad arrivare, e Google avrebbe già assunto Michal Zalewski, uno dei migliori browser hacker in circolazione per risolvere vari problemi ed effettuare test a fondo.

Di sicuro, molti affezionati di Firefox non abbandoneranno il loro browser preferito per molto tempo, almeno finchè chrome non diventerà ugualmente estensibile.

Written by Davide Orazio Montersino

settembre 3rd, 2008 at 3:29