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Trasporti pubblici, sprechi privati.

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Di pochi giorni fa la notizia secondo cui avrebbero rimosso dall’incarico Ennio Quaranta, manager della GTT con uno stipendio da favola pari a 1200 euro al giorno al netto di IVA e rimborsi spese.

Già avevo scritto a proposito di GTT, e man mano che faccio ricerche le mie tesi sembrano prendere consistenza.

Ecco il sunto di un articolo interessante su come la GTT sprecherebbe i soldi dei contribuenti. Credo che dovremo interessarci a tematiche che ci riguardano così da vicino.

La GTT ha speso nel 2006 445 milioni di euro, ma ne ha incassati soltanto 133 da vendita di titoli di viaggio (77 milioni) e servizi.

I rimanenti 284 milioni di euro li mette il comune, unico azionista di questa società partecipata.

Con una semplice divisione, risulta che ogni cittadino, sia che usi la bicicletta, sia che vada a piedi o in auto, paga alla GTT ogni anno 315 euro. Quindi, una famiglia di quattro persone ha 1260 euro da tossire.

Ma non sarebbe neanche tutto questo male, se i soldi non andassero sprecati.

Ho detto prima che la GTT è un’azienda partecipata. Cosa significa?

Significa che non essendo più municipalizzata, non ha gli stessi obblighi di trasparenza di un tempo, e ciò avrebbe facilitato di gran lunga gli sprechi. Non solo, ciò avrebbe fatto sì che la GTT venisse “spartita” tra i partiti politici riflettendo il consiglio comunale. Ma viaggia a regime privato.

I dieci centesimi di aumento influiscono pochissimo sul bilancio, “appena” 7 milioni di euro su 445. evitabile dunque, sprecando un po’ di meno. Ma l’indifferenza della gente è una risorsa rinnovabile.

I dipendenti della GTT spendono in media, per telefonate di servizio, 400 euro annui. Un po’ tanto: il totale è di 2,4 milioni di euro.

I pullman sono sporchi? eppure oltre ai 904 operai esiste un’appalto di 5,84 milioni.

Incuriosiscono i 3,5 milioni spesi in consulenze esterne. Ennio Quaranta, consulente da 5 anni, aveva un guadagno lordo di 250 mila euro, recentemente “ridotto” a 140 mila, ancor più recentemente rimosso. Idem Gianni Ranzelli: ma a quanto pare lui continua a guadagnare parecchio.

Su 5492 dipendenti, solo 68 sono controllori. Infatti, secondo la GTT, soltanto una persona su cento non paga il biglietto. Perchè aumentare il numero di controllori se la città è così educata?

Il sistema 5t, che dovrebbe dirci a tutte le fermate, attraverso dei display, quanto manca al prossimo arrivo,
costa 1,4 milioni di euro. Funziona solo su qualche palina in centro.

Il collegio sindacale, composto da Ivo Monfeli, Ernesto Ramojno e Claudio Saracco, porta a casa 210mila euro l’anno, 70 mila a testa. di fatto, questi personaggi leggono il bilancio e scrivono una relazione di una paginetta. I cinque membri del consiglio di amministrazione, invece, si cucca 312 mila euro.

Insomma, servirebbe fargli sentire un po’ di fiato sul collo.

Written by Davide Orazio Montersino

gennaio 23rd, 2008 at 9:21

Soldi regalati.

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Immaginate che la vostra banca lasci i vostri soldi e quelli degli altri in mezzo alla strada, in valigette ammucchiate.
A parte il fatto che iniziereste a tenervi i soldi sotto al materasso, con chi ve la prendereste se avvenisse un furto?
Non di certo con la poca creanza della gente, ma con la negligenza della banca.
Ora, come tutti sappiamo, i veri ladri sono le banche, e non i passanti (cit.).

Detto ciò, lasciatemi spiegare il perchè di questa strana metafora.
Sono ormai due anni che a Torino non vedo un controllore sui bus e sui tram GTT. E viaggio sui mezzi pubblici quotidianamente.
Comprare il biglietto è diventato esattamente come dare i soldi alla suddetta banca. Se non sono io a rubare, so di certo che lo farà il prossimo passante.

Ora, il biglietto costa 1 euro. La multa, se colti senza regolare titolo di viaggio, è di 65 euro, che calano a 20 euro se pagati subito.
Ora, per chi ha studiato un po’ di calcolo delle probabilità, o anche per chi ha un minimo di buon senso matematico, è chiaro che per far funzionare il sistema, dovrei essere controllato almeno una volta su venti.

Credo che la media sia di un controllo ogni cento viaggi. Allora, invece del biglietto, mi porto appresso 20 euro. Casomai dovessi incontrare un controllore, sarò lieto di darglieli. Se le cose continuano così, vado sicuramente in guadagno.

Le ultime statistiche dicono che soltanto il 50% dei viaggiatori dispone di biglietto o abbonamento.
Perchè mai dovrei interessarmi io ad un’azienda che non si interessa di riscuotere i crediti? Se alla GTT non interessa che io viaggi gratis, sono cavoli suoi.
Ma la GTT, direte voi, offre un servizio pubblico, e tu pagando il biglietto ti interessi della comunità. Già. Allora, a maggior ragione, alla GTT dovrebbero assicurarsi una gestione decente. Non sono così generoso da pagare per gli altri lasciando i miei soldi in mezzo alla strada.

Quando viaggio con compagnie private, pago sempre il biglietto. Perchè? Perchè altrimenti non mi lasciano salire. Perchè so di non essere uno dei pochi scemi, perchè mi rendo conto che sto effettivamente pagando un servizio. Sono forse io, è la gente ad essere cattiva e maleducata? No, sono i dirigenti, con la loro responsabilità di gestione, che lasciano andare a male l’azienda.

Non mi racconterete che qualora trovaste un biglietto da 100 euro per terra ne cerchereste il proprietario! Infatti, sarebbe per voi impossibile stabilirlo con certezza. Chiunque potrebbe affermare che quel denaro è suo. Non vi fidate, e preferite essere voi i fortunati. Infatti, il rischio è nullo, il guadagno è cento. Il caso è estremo, ma funziona così: quando il rapporto rischio – guadagno diventa prossimo allo zero, non ci si sente più nemmeno ladri.

Non ci si può affidare sull’educazione e sulla coscienza della gente, e lo si sa bene. Altrimenti non esisterebbero le serrature.

Written by Davide Orazio Montersino

novembre 30th, 2007 at 12:41